Teologia e Fede

teologia

Vediamo chi fu veramente Lutero (16/IX/2016)

Propongo un articolo importante, ma che non avrà molti lettori in quanto lungo e un po’ difficile (in realtà solo in apparenza). Non avrà neanche molti mi piace, perché va a toccare il nervo scoperto dei nostri giorni, del quale la quasi totalità dei cattolici non vuole sentir parlare.
E’ cominciata la farsa della “beatificazione” (per il momento solo teologica) di Martin Lutero e da ottobre in poi sarà sempre peggio. E non sappiamo cosa potrà succedere.
Questo è sicuramente una di quelle questioni assolutamente dirimenti. Richiede consapevolezza e conoscenza, coraggio e fede certa. Ma non si può far finta che sia normale dire che 2+2 = 5. Occorre essere consapevoli che fa 4, e trarne le conseguenze e anche i propri comportamenti.
Ricordo a tutti che la menzogna contro la verità rivelata e certa è peccato contro lo Spirito Santo (CCC).
Ecco, allego sotto questo mio articolo in cui spiego, brevemente e schematicamente per quanto possibile, cosa ha veramente detto e fatto Lutero e le differenze con la dottrina e la spiritualità cattoliche.
Per cui, se c’è qualcuno che ha il coraggio di voler conoscere la verità, tanto storica quanto teologica, tanto spirituale quanto liturgica, per quella che è, trovi tempo e pazienza per leggere, se crede.
Questo vuole essere il mio contributo alla verità dei fatti e alla conoscenza per essa.
Spero sia utile per farsi l’idea corretta e per saperla poi difendere nei giorni che verranno.

Lutero e le nostre coscienze, 499 anni dopo

Quattrocentonovantanove anni or sono, all’alba del 31 ottobre, il monaco agostiniano Martin Luther attaccava al portone della cattedrale di Wittenberg 95 tesi, dando così inizio a uno dei più sconvolgenti e determinanti eventi della storia umana, la Rivoluzione Protestante.
Stiamo quindi per entrare nel cinquecentenario dell’evento, e – dati i profondissimi cambiamenti avvenuti in una non secondaria parte del clero cattolico negli ultimi decenni, con un crescendo esponenziale negli ultimissimi anni – colui che fin da subito e fino a cinquant’anni or sono è stato sempre considerato da tutti i papi, i santi, i teologi, gli ecclesiastici, gli intellettuali cattolici, tutti i fedeli di tutti i tempi e luoghi, come il nemico umano numero uno della fede e della Chiesa cattoliche (il “porcus Saxoniae” era definito), si sta trasformando di contro, giorno dopo giorno, in un grande teologo e mistico da celebrare e rivalutare opportunamente. Non per niente, è appena uscito un libro intitolato “Lutero mistico”: per chi conosce la sua storia e vita, questo titolo altro non può costituire che un ossimoro e quindi dà l’idea di quello che si sta preparando. In Germania, cardinali ancora ufficialmente afferenti alla Chiesa Cattolica (da cui ricavano cifre economiche astronomiche) si stanno già adoperando per i grandi festeggiamenti (i soliti Koch, Kasper, Marx, Küng, e soci in primis).
Ora, respondere oportet. Non ai protestanti ovviamente, visto che lo hanno già fatto per secoli papi, santi, dottori e teologi della Chiesa, a partire dal Sacrosanto Concilio di Trento (1545-1563) in poi. Nemmeno al clero ecumenista odierno, in quanto costoro sanno già tutto. È necessario rispondere per tutti quei cattolici, numero immenso – in grandissima parte laici, ma non solo – che, più o meno in buona fede, continua, ingenuamente o caparbiamente, a seguire gli sconvolgitori della vera dottrina della Chiesa Cattolica, del Magistero e delle verità evangeliche e naturali, e i mentitori spudorati riguardo la storia vera dei fatti passati, rischiando di finire nel baratro dell’eresia conclamata e perpetrata.
In un breve articolo non è certo possibile affrontare in maniera logicamente e cronologicamente adeguata l’intera questione ed esporre gli eventi. Pertanto, senza alcuna consequenzialità cronologica, al fine di essere i più sintetici e chiari possibili nel fornire un quadro mentale della realtà dei fatti e della verità teologica, andiamo subito al dunque ed evidenziamo direttamente le differenze essenziali tra le verità dogmatiche, teologiche, liturgiche, spirituali e anche estetico-artistiche della Chiesa Cattolica e le idee proposte da Lutero e portate fino alle estreme conseguenze dopo di lui dai suoi seguaci o da altri cosiddetti “riformatori”: sì, perché occorre anzitutto sempre tener presente che, all’interno dell’intero protestantesimo, Lutero… è il “centro-destra”, se così si può dire, ovvero è il meno estremista (a parte forse il caso specifico dell’anglicanesimo): dopo di lui, sempre e solo ancora peggio (come del resto sempre accade in tutte le rivoluzioni).

Grazia, fede, opere, predestinazione

DOTTRINA CATTOLICA
Secondo la dottrina della Chiesa Cattolica alla salvezza dell’uomo concorrono due fattori: la Grazia di Dio e le buone opere dell’uomo. Questo significa che prima Dio concede all’uomo la sua Grazia (“gratis”, appunto), senza la quale l’uomo non può compiere il bene; poi però, l’uomo deve accettare tale dono divino e ricambiare operando e cooperando secondo la volontà e l’insegnamento di Dio (le “buone opere”, appunto) al fine di rientrare nel numero degli eletti. L’uomo, di conseguenza, si può salvare solo accettando la fede che Dio ci dona tramite la grazia e agendo bene. Il secondo elemento, le opere, è condizionato dal libero arbitrio dell’uomo, è una sua libera scelta dalla quale però dipende il suo destino eterno: l’uomo è libero anche di rifiutare la grazia e di compiere il male. Così come è libero di pentirsi ed espiare in qualsiasi momento, anche sul punto di morte.
IDEOLOGIA LUTERANA
Secondo Lutero, invece, l’uomo si salva solo con la fede che Dio gli dona: è la “giustificazione per sola fede”. Solo Dio salva l’uomo: al massimo, il comportarsi bene o male di un uomo è “segno” della sua predestinazione (al paradiso nel primo caso, all’inferno nel secondo). Lutero nega, di conseguenza, lo stesso libero arbitrio dell’uomo: non a caso scriverà un’opera intitolata “De servo arbitrio” che lo porrà in contrasto con Erasmo da Rotterdam, grande sostenitore invece del libero arbitrio e della dignità umana.
La limitazione – divenuta poi negazione – del libero arbitrio ai fini della salvezza eterna, insieme alla negazione della Chiesa e del clero consacrato, fa sì che il protestantesimo abbia medesima struttura mentale dell’islamismo. Ma, a parte ciò, è importante sottolineare come questa trovi fondamento in un pessimismo radicale che comporta la deresponsabilizzazione dell’uomo nei confronti del male. Il peccatore è tale non perché abbia liberamente scelto il male, ma perché Dio lo ha predestinato al male. In pratica, la natura dell’uomo è talmente e irrimediabilmente ferita dal peccato originale che paradossalmente risulta alla fine essere senza colpa vera in quanto vittima appunto della colpa primigenia, di cui il vero responsabile diviene Dio stesso, che secondo la sua liberissima volontà (il “volontarismo” tardo medievale) sceglie ab aeterno il destino eterno di ogni individuo (a chi mastica di queste cose… non può sfuggire il nesso con lo gnosticismo cabalistico). Ecco spiegato il senso del “pecca fortiter” di Lutero.
P.s.: quando il cardinal Caetano, al secolo Tommaso De Vio, insigne teologo, nel suo incontro con Lutero, rispose alla sua affermazione della giustificazione per sola fede che nella Lettera di San Giacomo è scritto che la fede senza le opere è morta (Gc. 2,17), e visto altresì che Lutero, come tra poco vedremo, sosteneva la Sola Scriptura, ovvero che solo la Bibbia fa fede nella dottrina cristiana (e pertanto tale obiezione era per lui ancor più insidiosa), egli rispose seccamente che la Lettera di san Giacomo è falsa! Come dire… se i fatti contraddicono le mie idee, tanto peggio per i fatti… Ecco perché si può tranquillamente definire il pensiero di Lutero come “ideologia”.

Chiesa, Papato, Sacramenti, sacerdozio, “Sola Scriptura”

DOTTRINA CATTOLICA
Cristo ha fondato la Chiesa per un atto liberissimo della sua volontà e ne ha affidato le “chiavi” a Pietro, istituendo con ciò stesso il Papato, parte costitutiva ed essenziale della Chiesa stessa. Scendendo nella Pentecoste, lo Spirito Santo Dio ha consacrato “vescovi” (come poi si dirà) gli apostoli con a capo Pietro in qualità di papa (come poi si dirà), creando la Chiesa divinamente gerarchica. Tale istituzione ha a sua volta le sue radici ontologiche sia nel sacrificio redentivo della Passione e Morte di Cristo, sia nell’Istituzione dell’Eucarestia, avvenuta nell’Ultima Cena, presente sulla terra fino alla fine del mondo. Gli stessi altri Sacramenti scaturiscono dalla Passione e culminano nell’Eucarestia. I sette Sacramenti sono strumenti per la ricezione della Grazia divina necessaria alla salvezza eterna, ma assolutamente necessario a tal fine è il Battesimo.
IDEOLOGIA LUTERANA
Avendo stabilito, nelle modalità suddette, la predestinazione, è ovvio, anzi logico, che la Chiesa, intesa come “società di salvezza” e “corpo mistico di Cristo”, non serva a nulla, in quanto ognuno di noi è già predestinato ab aeterno. Anzi, il clero stesso è un’immane menzogna romana (“Los von Rom”, il suo celebre grido di guerra), una vera e propria associazione a delinquere, creata per spillare soldi e ricchezze ai popoli e controllare i governi, di cui il capo, il papa, è prefigurazione vivente dell’anticristo (parole di Lutero). Il clero romano, proprio al fine di soddisfare la sua sete di potere e soldi, si è inventato gli altri cinque sacramenti, che non trovano riscontro nella Bibbia (confessione, ordinazione, cresima, matrimonio, estrema unzione). Gli unici veri sacramenti sono quelli istituiti da Cristo stesso: il battesimo e l’Eucarestia.
Riguardo però all’Eucarestia, occorre dire che il pensiero di Lutero fu piuttosto incerto, e lui personalmente tendeva a non voler del tutto negare il mistero, tanto che parlò di Consustanziazione, ovvero di presenza reale tanto delle forme del pane e del vino quanto del corpo, sangue anima e divinità di Cristo. Ma questa soluzione scontentava tutti, perché era chiaro che nessuno può adorare un pezzo di pane o del vino pena il cadere nell’idolatria, e così alla fine prevalse l’opinione estrema dei suoi seguaci che negava completamente la Transustanziazione, trasformando così la Messa in una semplice memoriale dell’Ultima Cena.
Pertanto, alla fine, di fatto il luteranesimo ha conservato veramente un solo sacramento, il battesimo, eliminando gli altri sei (fra cui l’ordinazione, che comportò naturalmente la fine del sacerdozio in sé, del clero nella sua totalità e della Chiesa stessa nei paesi “riformati”). La scomparsa del sacerdozio, ovvero l’interruzione della quindici volte secolare catena che riconduceva direttamente agli apostoli, fu “giustificata” con la teoria del s”acerdozio universale”: ovvero, ogni uomo è sacerdote di se stesso e può parlare direttamente con Dio nella sua coscienza, senza l’intermediazione del prete cattolico. Anzi, proprio al fine di facilitare questo percorso individuale (il famoso individualismo protestantico, che conduce direttamente al soggettivismo e al relativismo della modernità e prefigura quindi il caos antivaloriale odierno), Lutero lanciò un altro dei suoi slogan, la “Sola Scriptura”: ovvero, bisogna credere solo a quello che c’è scritto nella Bibbia (non alla Lettera di san Giacomo, però…), tutto il resto (Magistero universale della Chiesa, dogmi, concili, insegnamenti dei padri e dei dottori, soprattutto insegnamenti papali, ecc.) doveva scomparire per sempre. Proprio a tal fine, Lutero tradusse in tedesco la Bibbia, affinché tutti potessero leggerla personalmente e trarne gli insegnamenti che ritenevano.

Ultime “logiche” conseguenze
Se prendiamo per vero l’ideologia luterana fin qui schematizzata, occorre ammettere:
– Non standoci più la Chiesa e i sacramenti, è assurdo proseguire con l’esistenza di ordini religiosi e monastici, e ancor più con i loro obblighi di celibato (Lutero stesso sposerà una suora dissuorata e avrà figli: in fondo, quello che aveva sempre desiderato fin dall’inizio, come spesso ebbe a scrivere onestamente, essendosi fatto monaco non per vocazione ma per sfuggire alla prigione, avendo ucciso un uomo in duello).
– se non servono i sacramenti e il clero, a cosa può mai servire il culto della Madonna e dei santi? E quello dei morti con il Purgatorio e le indulgenze? Tanto siamo tutti predestinati… E non parliamo delle preghierine fanciullesche, dei rosari, delle reliquie dei santi, delle processioni, ecc.: tutte “superstizioni papiste”.
– Di conseguenza, le stesse chiese devono essere liberate dal culto delle immagini (ritorno dell’iconoclastismo) e spogliate delle opere d’arte, che sono espressione di paganesimo superstizioso.
– L’unica vera riprova dell’amore di Dio, affermerà poi Calvino, risiede nel successo che Dio concede alle nostre iniziative.
E qui inizia la discesa verso la modernità materialista e gnostica…

Veniamo a noi
Cari amici, l’articolo è già molto lungo e quindi sarò diretto, anzi, direttissimo:
Amate l’Eucarestia? Ogni tanto fate l’adorazione eucaristica? Lutero nega la Transustanziazione. Nel mondo intero non vi sono il Corpo e il Sangue di Cristo.
Amate la Chiesa? Lutero rinnega la Chiesa.
Amate il papa e il clero? Lutero li odia, li maledice, li offende con irripetibili volgarità e scurrilità, segno sicuro di un animo profondamente traviato.
Amate soprattutto la Beata Vergine Maria? Pregate il rosario? Lutero la offende apertamente e ne condanna il culto.
Pregate i santi? Lutero ne abolisce il culto.
Vi ritenete esseri liberi? Lutero nega il libero arbitrio.
Credete nella possibilità della redenzione umana, anche in punto di morte? Lutero lo nega.
Pregate per i vostri morti? Lutero nega l’esistenza del purgatorio.
Qualcuno a questo punto potrebbe chiedere: “ma, allora, come facciamo a definirli cristiani?”. Si definiscono tali solo perché non hanno negato la Trinità e la divinità di Cristo (che saranno poi negate comunque da alcune sette estremiste). Ma tutto il resto è stato distrutto, a partire dall’Eucarestia per arrivare al culto della Vergine, a partire dal papato per arrivare ai sacramenti, a partire dal culto dei santi per arrivare alla responsabilità morale.
La vera domanda, quindi, è un’altra. Come è possibile che oggi principi della Chiesa (e non solo), vescovi, ecclesiastici, cattolici o sedicenti tali, possano riabilitare il protestantesimo e Lutero?
Come è possibile che giornalisti rotti a ogni menzogna scrivano che le differenze sono quasi superate? Certo, sarebbe bellissimo, se fosse vero. Ma per essere vero occorrerebbe che i protestanti riammettessero i sei sacramenti che hanno negato, la fedeltà alla Chiesa, l’amore al Papa, il culto della Vergine e dei santi, il purgatorio, il libero arbitrio ecc. ecc. A qualcuno di voi risulta che questo, anche solo in minima parte, sia avvenuto? No, non è mai avvenuto, in cinquant’anni di dialogo ecumenico. Non hanno mai rinunciato a nemmeno uno dei loro errori. Mai. Casomai, sono i cattolici ecumenisti che si sono fin troppo sbilanciati nella via dell’errore.
Come è possibile allora mentire al mondo intero così spudoratamente?
Come è possibile far finta che non sia esistito il Concilio di Trento, dove tutta la Chiesa Cattolica, nella piena unione dei vescovi con il Papa, ha condannato ogni proposizione e dichiarazione e atto del protestantesimo e ha ribadito, spesso dogmaticamente, tutte le verità della fede messe in discussione da Lutero e soci? Come è possibile dimenticare il più importante concilio ecumenico della storia della Chiesa? Se si agisce in tal maniera, ogni cosa è transeunte e nulla è definitivo, e allora per quale ragione dovremmo avere fede nel Concilio Vaticano II, che per altro fu dichiarato “pastorale” dai due pontefici che lo hanno guidato? Così… salta tutto… Tutto diventa relativo, compresi le teorie attuali, però.
Questa è la vera domanda. Già, come è possibile? E come è possibile che quasi tutto il clero cattolico che si considera ancora fedele alla Chiesa di sempre stia fermo e zitto? Vi è stata solo una pronuncia di rifiuto da parte del cardinale Müller, Prefetto della Congregazione per la Santa Fede, il quale ha detto che non v’è nulla da festeggiare in questo cinquecentenario. Fatto molto importante in sé: ma che sembra non interessare un certo clero di altissima gerarchia (come se appartenessero a un’altra chiesa)… Già, come è possibile?
(Quindi, se qualcuno avesse cattive intenzioni nei miei confronti, tenga presente che io in questo articolo sono in linea con il Prefetto della Congregazione della Santa Fede! Oltre, ovviamente, con la verità, come ben sapete…).
E poi c’è la seconda domanda: come dovrò regolarmi, io, che adoro l’Eucarestia, vado a Messa, amo la Madre di Dio, prego i santi, mi sento responsabile delle mie azioni, prego per i miei morti, ecc., se un certo clero odierno mi dirà di ammirare Lutero e magari di ritenerlo un dottore della Chiesa, lui, che la Chiesa l’ha distrutta per centinaia di milioni di persone in questi cinque secoli?
Come dovrò regolarmi se esponenti delle più alte gerarchie della Chiesa attuale mi dovessero porre come esempio di dottore colui che chiamava “anticristo” ogni papa, che definiva nelle maniere più scurrili possibili? Se mi dovessero dire di amare colui che ha detto “papa, sono stato il tuo incubo da vivo, sarò la tua tomba da morto”, senza cadere in contraddizione con me stesso e la mia coscienza di cattolico fedele al papato e al papa?
Come potrò non sentire questa contraddizione in termini ogni qual volta mi troverò dinanzi all’Eucarestia o a pregare la Madre di Dio?
E, tutto questo, senza voler nemmeno accennare a tutte le guerre di religione scoppiate per più di un secolo a causa sua in Germania, Francia, Inghilterra, Ungheria, Balcani, Svezia, Irlanda, Olanda, Danimarca, Ungheria, che hanno causato decine di migliaia di morti e a tutte le persecuzioni di cui è rimasta vittima un numero immenso di cattolici in questi secoli in quasi ogni parte del mondo protestante…
Senza voler nemmeno accennare alla sua vita corrotta, alla sua tracotante scurrilità, alla sua violenza assassina, al sospetto terribile sulla sua morte…
Concludo invitandovi a questa specifica considerazione fra tante altre possibili: a un certo punto, in tutti i paesi che hanno aderito al Protestantesimo spezzando per sempre l’unità religiosa di quella che era stata la Res Publica Christiana medievale, è morto l’ultimo vescovo consacrato, e poi l’ultimo sacerdote. In tutti questi paesi, si è spenta così la grazia dei sacramenti per centinaia di milioni di persone fino a oggi. ?
È questo che volete celebrare seguendo ancora i nostri ecclesiastici ecumenisti, chiunque siano, che dopo cinquant’anni di dialogo hanno ceduto molto sulla dottrina senza che i luterani abbiano fatto un solo passo verso il ritorno all’unica vera casa? Siete sicuri che sia questa la volontà di Nostro Signore Gesù Cristo?
Ecco, io vi ho invitato, per quel che potevo in un articolo, a riflettere, cari amici. Sono tempi non duri, ma terribili. E occorre coraggio, amore per la Verità immutabile, Fede. E attaccamento all’Eucarestia, ai sacramenti, alla Madre di Dio, Ausilio dei cristiani e Sede della Sapienza. Ovvero, a tutto ciò che Lutero ha cancellato, dando inizio non alla cosiddetta “Riforma protestante”, che riforma non è visto che ha distrutto quasi tutto, ma alla “Rivoluzione Protestante”, atto primo nella storia del processo della Rivoluzione gnostica, liberale ed egualitarista, con la quale il nemico di Dio e degli uomini ha dato inizio alla sua guerra finale contro la Chiesa e la società umana.
Sono i tempi della scelta. E Lutero, strumentalmente redivivo cinquecento anni dopo, è come se stesse attaccando nuovamente le sue 95 tesi sul portone delle nostre coscienze, stavolta grazie a una parte del clero “cattolico”. E noi… ancora una volta, dobbiamo scegliere da che parte stare

Il faro nella notte (16/II/2017)

Un numero sempre più grande di persone è confuso, disorientato, sconfortato, arrabbiato, a volte sconvolto, per quanto sta accadendo nella Chiesa. E per la sempre più evidente spaccatura al suo interno. E chiede lumi sulla verità, su come stanno le cose, su chi seguire e chi non seguire.
Vi è un discrimine ultimo per sapere chi è con Dio e con contro Dio.
Il discrimine ultimo, la pietra d’inciampo su cui si sfracellano i costruttori della nuova religione della nuova umanità mondialista, è e rimane solo uno.
“Il Cristo”, come dicono loro, può essere ridotto a profeta, successore di Mosè e predecessore di Maometto, emulo di Buddha. Lo Spirito Santo può diventare lo “spirito del mondo”, nuova “anima mundi”. La Chiesa la sia allargherà fino a contenere tutto e tutti nella futura religione del solo Dio padre di tutti gli uomini e di tutti gli esseri.
Il Vangelo lo si adatterà con una opportuna esegesi e “aggiornamento” dei testi, per poi unificarlo con gli altri testi delle altre religioni.
Perfino la Madre di Dio, fastidiosissima creatura, la si trasformerà nella “Gran Madre dell’umanità” e della fecondità. Magari figurazione di gaia.
Ai santi della Chiesa saranno uniti i “santi” laici.
Tutto sarà adattato alla nuova religione mondialista.
Eccetto una cosa, come detto.
Cosa?
Il Santissimo Sacramento.
Questo, proprio non potranno mai farlo digerire né possono adattarlo. Questo, va semplicemente fatto scomparire nel simbolismo.
Perché dico questo?
Perché questo è il vero criterio infallibile per capire chi ama Dio e la Verità e chi invece è con il nemico.
L’amore e la devozione al Santissimo Sacramento e alla Transustanziazione della S. Messa di sempre.
Chi lo adora e lo difende, è nel bene. Chi lo adultera è nel male.
Ecco il criterio infallibile per capire i buoni e i cattivi.
In seconda battuta, l’amore sincero per il crocifisso, insopportabile simbolo di carità divina.
In terza battuta, l’amore sincero per Maria Santissima, che non sopporta i serpenti.
Ora, abbiamo le armi per capire dove è il bene e dove il male nella Chiesa di oggi. Che ognuno rifletta, osservi, e faccia la propria scelta di campo.

Scomunica e misericordia. Giusto un puntino su una i (22/XI/2016)

Giusto uno. Quando la Chiesa ha deciso di istituire la comminazione della scomunica per chi abortisce, per chi procura aborto e per chi vi collabora, lo ha fatto mossa da un’infinita spinta di Misericordia.
Misericordia verso quei padri che istigano o costringono una madre ad abortire.
Misericordia verso quei medici, quegli infermieri, quegli operatori sociali, che collaborano all’omicidio dell’innocente.
Misericordia verso quei politici, uomini di cultura e giornalisti che procurano l’aborto con il loro sostegno intellettuale.
Misericordia soprattutto verso le madri che decidono di cadere in tale obbrobrio.
Misericordia verso le anime di tutti costoro, che sono a serissimo rischio di dannazione eterna.
E misericordia verso i bambini innocenti e indifesi, squartati nel grembo materno, verso i loro corpicini destinati a finire nel secchio dell’immondizia.
La scomunica è una suprema opera di Misericordia, perché è finalizzata a prevenire un male atroce e pericolosissimo, che lede la vita delle donne e la pace della società, oltre che della famiglia. E riduce il genere umano, violando il piano di Dio.
Qualsiasi scomunica, infatti, non è incancellabile. Chiunque, in qualsiasi momento, iniziando e portando a termine un cammino di penitenza adeguata e redenzione spirituale, può ricongiungersi con la Chiesa Madre e quindi, tramite la sua grazia, riconciliarsi con Dio Padre. Anzi, la scomunica aveva proprio anche questa funzione di invito forte e “pesante” alla penitenza, a “scomodarsi” ad andare dal vescovo, a soffrire una piccola umiliazione, a fare dei corsi di spiritualità, un cammino redentivo. La scomunica, ancora una volta, era opera di Misericordia, non di condanna. Era finalizzata alla salvezza eterna e anche alla educazione terrena della persona, non alla sua punizione in quanto punizione. Esattamente come qualsiasi genitore ogni tanto deve punire il figlio per educarlo a divenire un uomo migliore. E la sua punizione è opera d’amore, non di vendetta.
Pertanto, è assurdo affermare che la Chiesa ha scoperto che la misericordia di Dio è superiore al peccato. Questo la Chiesa lo ha scoperto sul Calvario con il Buon Ladrone, e lo ha predicato sempre, comunque e dovunque in questi venti secoli. Chiunque affermerà questo, mentirà sapendo di mentire, visto che è impossibile non sapere ciò.
E anche se “tecnicamente” la scomunica non è stata tolta perché di fatto c’è ma viene cancellata con la confessione, occorre però ricordare che una scomunica vera può essere tolta solo dal vescovo e in certi casi solo dal papa. Se la può togliere qualsiasi sacerdote, essa viene ipso facto a identificarsi, a “immanentizzarsi” con la normale assoluzione di una qualsiasi confessione, e pertanto non è scomunica dal punto di vista formale, anche se materialmente dovesse sussistere a livello di puro nominalismo. Detto in maniera più semplice: tra l’assoluzione di una semplice confessione e la scomunica viene meno ogni differenza sostanziale e quindi la scomuinica stessa, qualora anche sussitestesse, sarebbe inutile e vuota.
In pratica, chi sostiene questo, identifica la normale assoluzione al peccato mortale con la scomunica, riducendo questa a un “flatus vocis”.
Se io rubo i biscotti al supermercato vado a confessarmi. Se commetto un atto impuro vado a confessarmi. Se calunnio vado a confessarmi. Se sventro un bambino nel grembo della madre… vado a confessarmi e me la cavo con un Pater, Ave Gloria?
Questa non è solo cancellazione del senso e della gradualità del peccato, ma anche del sacro.
La scomunica a chi abortiva e collaborava all’aborto era opera dell’infinita Misericordia di Dio, che vuole salvo ogni peccatore. Ma il peccatore deve pentirsi e riparare al peccato con giusta e adeguata penitenza e, nei casi gravi, giusto e adeguato cammino di redenzione.
Nessuno al mondo può insegnare alla Chiesa cosa sia la Misericordia.
Giusto un puntino su una i.

Non “Francesco d’Assisi”, ma san Francesco d’Assisi (4/X/2016)

Scelse di vivere rinunciando a tutto, a ogni forma di proprietà personale. Ma lo scelse solo per se stesso e per chi liberamente voleva seguirlo. Non lo impose agli altri.
Scelse di vivere in perfetta pace. Ma mai criticò la necessità sociale della guerra giusta, a partire dalle crociate.
Scelse di andare a parlare con il sultano. Ma non per “dialogare”. Bensì per convertirlo, per tentare di salvargli l’anima e salvare l’anima di decine di milioni di persone.
Scelse di amare gli animali. Ma mai insegnò ad alcuno che vi sia una sorta di uguaglianza ontologica con gli uomini o perfino con il mondo vegetale e inanimato. Mai fu panteista, ma sempre caritatevole nella consapevolezza dell’ordine del creato voluto da Dio.
Scelse di dare con la sua stessa vita quotidiana l’esempio di come poter riformare il clero corrotto del tempo. Dimostrò loro che era possibile vivere il Vangelo. Ma mai si ribellò alla Chiesa, ai vescovi, ai sacerdoti. Anzi, insegnò sempre il massimo rispetto e amore che si deve a un sacerdote di Cristo, perfino anteponendolo agli angeli stessi, se il sacerdote è degno del suo ruolo.
Francesco fu insomma riformatore, mai eretico e ribelle. Amava gli animali, ma mai animalista. Pacifico vero, ma mai pacifista. Missionario, ma mai ecumenista. Povero, ma mai comunista.
Fu “alter Christus”, non ideologo o rivoluzionario.
Non fu insomma “Francesco d’Assisi”. Fu san Francesco d’Assisi.
Niente di più facile da capire e niente di più difficile da far accettare oggi. Non v’è santo o personaggio storico più mistificato di lui, per opera anzitutto di molti dei suoi figli e del clero odierno.
Questo invece fu il Patrono d’Italia. Il santo più simile a Cristo mai esistito. E questo, e solo questo, è per noi san Francesco. E per questo il nostro cuore è con lui ad Assisi, pur nell’incommensurabile incapacità personale di poter solo sfiorare l’unghia del piede della sua santità, coerenza, capacità di penitenza e di amare Dio e il prossimo.

Una Chiesa che si “adegua ai tempi”, crede di seguire i “segni dei tempi”, segue solo il percorso del suo annientamento. Infatti, una chiesa tale non è più la Chiesa e non ha più ragione di esistere. Può solo trasmutare in altro, come sta accadendo. E questo per almeno cinque motivi:

1) perché il suo Fondatore ha detto “Siate nel mondo ma non del mondo” e “vi lascio la pace, vi dò la mia pace, non come la dà il mondo io la dò a voi”. Pertanto, è una chiesa che, attaccata al mondo e supina ai poteri terreni, disobbidisce al suo Fondatore e in quanto tale non ha più senso di esistere;

2) Perché il tempo è la legge del divenire, è il “panta rei” che dissolve ogni essere, ogni certezza, ogni legge, ogni oggettività. Se ci si adegua al tempo, si perde l’Assoluto e l’Essere e si cade nella relativismo del divenire. E, infatti, lo verifichiamo ogni giorno;

3) perché “i giorni sono cattivi” (Ef. 5,16) e il tempo di questo mondo è il tempo che odia la Chiesa, e la odia a prescindere, sia che questa si adegui o non si adegui ai tempi. E, infatti, lo verifichiamo ogni giorno: più si adegua, più il mondo l’accusa di essere inadeguata e pretende maggior adeguamento, in un processo irreversibile verso la dissoluzione;

4) perché la Chiesa, come Corpo mistico di Cristo, è essa stessa il tempo. O meglio, è oltre il tempo, essendo radicata e proiettata nell’eternità. Pertanto, una chiesa che si adegua ai tempi e segue i segni dei tempi è un ossimoro e una stupida cosa destinata a implodere;

5) perché, nella foia di seguire i segni dei tempi e di adeguarsi al mondo, perde la lucidità di giudizio sul mondo stesso e non è più madre e maestra. E infatti rinnega il suo passato e i suoi stessi dogmi e le sue stesse leggi di fede e morale. Perfino la sua bimillenaria liturgia. Pertanto, non è più Chiesa in quanto non è più arca di salvezza individuale e collettiva.

Di questa chiesa, che si è sottoposta al tempo, resteranno solo le ceneri, come di ogni corpo materiale che ha perso lo spirito. Chi oggi ride e pensa di essere furbo, domani piangerà. Chi piange, domani sarà salvo.

Come faccio a dire questo? Ovvio. “portae inferi non prevalebunt”, ha detto il suo Fondatore. E il suo Fondatore non guardava ai segni dei tempi né si preoccupava di essere alla moda, essendo Egli stesso la Verità eterna e immutabile e al contempo il Signore del tempo. Né tanto meno si preoccupava di piacere ai signori del mondo, i quali sono tutti sotto il suo eterno dominio.

Questa chiesa schiava del divenire, modaiola e che ha scambiato i servi per il padrone, passerà, come pioggia sui tetti. Poi tornerà il sole della Chiesa di sempre. E, paradossalmente, molte cose lasciano sperare che “i tempi” stiano per cambiare.

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