Il Ponte Levatoio

blog di Massimo Viglione

"(...) mi chiamo Rivoluzione (...), perché io colloco in alto chi, secondo le leggi eterne, dovrebbe stare in basso; e metto al basso chi dovrebbe stare in alto".
Mons. Jean-Joseph Gaume

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Fatevi sparare, siete democratici e moderati!

La Sinistra ha sempre detto, fin dalla sua “nascita” ufficiale nel 1789, di essere la forza dei diritti. Proprio gli eroi della Rivoluzione Francese parlavano di diritto alla difesa personale. Che poi è un aspetto congenito del diritto alla vita dell’innocente. Che poi in realtà è conseguenza del dovere del rispetto del V Comandamento.
La Sinistra odierna (in pratica PD-5Stelle, che, guarda caso, cominciano a essere sempre più spesso convergenti…), ha respinto la proposta di legge sull’intensificazione per gli italiani del diritto alla legittima difesa. Mi sembra ovvio: che bisogno abbiamo di difenderci? Abbiamo lo Stato che ci difende dentro le nostre case, nei nostri negozi, nelle stazioni la notte (e anche il giorno): i nostri negozianti vivono sicuri, le nostre ragazze possono uscire la sera tranquille, i genitori possono dormire tra quattro cuscini, noi tutti possiamo lasciare le nostre case incustodite con tutta tranquillità.
Non c’è droga, non ci sono spacciatori. Non c’è delinquenza. Non ci sono omicidi (in caso, da qualche anno, solo “femminicidi”). Non ci sono stupratori. Viviamo in una società pacifica e ordinata, dove a nessuno manca nulla.
Perché, quindi, parlare di diritto alla legittima difesa? Hanno ragione i sinistri, soprattutto i parlamentari: tanto, a casa loro, non accade mai nulla. Perché dare il diritto ai cittadini di possedere armi, e magari di usarle pure in caso di aggressione, creando così pericolosi presupposti di libertà personale? Altrimenti facciamo come negli USA, dove ogni tanto occorre trovare un pazzo che fa una strage in qualche luogo pubblico, per tentare di eliminare, anche lì, il porto d’armi, visto che, al di là di tanti altri mali di quella società, questo crea “pericolo” per i progetti di chi governa, in quanto gli americani (intendo dire la gente comune)… non scherzano su questo punto.
Pertanto, che gli italiani vengano massacrati e zitti e muti. E se qualcuno osa sparare a chi gli sta sparando, o violentando la figlia o la moglie, dentro casa, ci penserà il magistrato a metterlo dentro e a salvare il povero criminale dalla cattiveria dell’italiano armato!
Quindi, mi raccomando, tutti a votare PD e 5 stelle! Mica siamo nel Far West, noi.
Ah, dimenticavo: nel frattempo, stanno entrando milioni e milioni di risorse dall’Africa e dell’Asia. Tutti assolutamente pacifici e rispettosi della nostra religione, civiltà, società e delle nostre proprietà e vite. Quindi, non si dica che abbiamo bisogno della legittima difesa. Altrimenti, che bravi cittadini – e, soprattutto, che bravi cattolici rispettosi delle indicazioni che le gerarchie dai loro sicuri (finora) palazzi ci forniscono – saremmo?
Tutti disarmati e pronti alla morte (come dice l’inno nazionale). Ecco la vera democrazia. E tacciano i profeti di sventura e i poco tolleranti e moderati. Lo Stato ci protegge tutti.
E a nessuno venga in mente di pensare che il potersi difendere, legittimamente, è il primo grado della libertà. Ed è un dovere verso i più deboli.

 

Il giorno della lavanda dei piedi

Da quest’anno è diventato ufficiale: per tutti i media il Giovedì Santo è diventato “il giorno della lavanda dei piedi”.

Che è come dire che per una mamma il giorno del parto del suo primo figlio è il giorno di un acuto dolore o di un’operazione chirurgica.

Che è come dire che il giorno del matrimonio è il giorno degli ospiti.

O che il giorno della nostra morte è il giorno in cui bisogna trovare una bara adatta.

E si potrebbe continuare, ma è ovvio che ogni esempio risulta assolutamente improprio per difetto.

Non si tratta ovviamente di non dare il giusto peso a un rito voluto direttamente da Cristo ed evidentemente finalizzato a insegnare l’umiltà e la carità verso il prossimo come doveri precipui del clero, specie dei vescovi e del papa; ma si tratta di mantenere il giusto ordine gerarchico negli eventi della notte più importante della storia umana.

Cosa volete che siano le parole che Cristo pronuncia durante la cena?

Cosa volete che sia l’istituzione del Ss.mo Sacramento?

Cosa volete che sia l’istituzione della Santa Messa?

Che volete che sia l’istituzione della Chiesa stessa, sebbene ancora in via implicita?

Cosa volete che sia il tradimento di Giuda (che non per niente ormai è stato salvato, contro l’opinione di Gesù stesso…)?

Cosa volete che sia la Passione nel Getsemani?

Che volete che sia, tutto questo, dinanzi al lavaggio dei piedi? Che, peraltro, erano comunque i piedi degli apostoli, non degli apostati o dei pagani.

Che poi spostando il criterio di valutazione di questo giorno si ottenga il duplice risultato di mettere da parte il grande fastidio che deve essere ormai superato in quanto divisivo (ovvero la Transustanziazione, il Ss.mo Sacramento appunto) e si guadagni l’opportunità di piacere al mondo scegliendo sempre immigrati e islamici cui lavare i piedi, favorendo in maniera subliminale – e manco tanto – l’invasione immigrazionista, è solo una pura coincidenza, ovviamente.

Lo so, cerco sempre il pelo nell’uovo. Il problema però è che c’è chi vede il pelo nell’uovo e chi non vede la catena dell’Himalaya davanti ai propri occhi.

Anche sul Giovedì Santo ormai si stanno formando due chiese, come su quasi ogni altro aspetto teologico e dottrinale. Io appartengo alla Chiesa che festeggia, come i venti secoli precedenti, il Giovedì Santo, ovvero l’Ultima Cena, ovvero l’istituzione dell’Eucarestia, della Messa e l’inizio della Passione.

Chi appartiene alla chiesa della lavanda, si tenga anche gli immigrati con i piedi puliti. E pure quelli con i piedi sporchi.

Io mi tengo qualcos’altro. E andrò a cercarlo dovunque rimarrà, anche in capo al mondo.

Il giro di boa

Il 29 marzo 2017 è la data del giro di boa di questa artificiale costruzione di muratori che si chiama Unione Europea.
Ricordo che negli anni Novanta, quando ero tra i pochissimi in Italia a dire che sarebbe divenuta un Leviatano propedeutico al governo mondiale, specie con l’introduzione della moneta unica, mi sentivo sempre rispondere, dai tanti espertissimi di politica e finanza: “tanto dall’Europa unita non si può uscire, per costituzione e per convenienza, nessuno ne uscirà mai”.
Gli inglesi, che europei non sono mai stati, che costituzioni non conoscono e che invece conoscono da sempre cosa sia loro conveniente o meno (infatti non sono neanche entrati nell’euro e non hanno rinunciato alla Banca di’Inghilerra), ieri hanno fatto marameo al Leviatano.
Il conto alla rovescia è cominciato, e tutti lo sanno, a partire dai camerieri superpagati di Bruxelles, che mai permetteranno agli altri Paesi un referendum effettivo e valido come quello che ha portato alla Brexit (anche perché ogni volta che ci hanno provato sono stati presi a calci nel sedere dai popoli).
Dobbiamo ora sperare nella Francia. Marine Le Pen non è, sia chiaro, un esponente politico da supportare pienamente. E’ laica, anzi, laicista, aderisce a molte delle istanze dissolutive e antimorali, contrarie alla vita, alla famiglia naturale e all’ordine del creato, portate avanti proprio dall’Unione Europea. Ma se la Francia uscisse dalla UE, restaurasse il Franco e la Banca di Francia e chiudesse i confini espellendo tutti i clandestini, sarebbe il crollo della costruzione mondialista e muratoriale del Leviatano che tutti ci opprime. Si può ancora far finta di rinunciare alla Gran Bretagna, ma certo non si può immaginare un’Europa unita senza la Francia.
Inoltre, la diga della libertà sarebbe aperta definitivamente. Tutti i popoli scapperebbero via di corsa riprendendosi la propria indipendenza. Perfino i tedeschi farebbero finta di scappare da se stessi. Tutti tranne uno, ovviamente, che rimarrebbe però solo con il moccolo in mano del proprio totale fallimento.
E i vari centri di potere, di ogni genere, asserviti al Leviatano e all’immigrazionismo della sinarchia mondialista, comincerebbero a barcollare. Tutti, nessuno escluso.
Per questo ora speriamo – nonostante lei stessa – in Marine Le Pen. Non per Marine Le Pen, ma per l’inizio della salvezza degli europei.
Putin. Brexit, Trump, insegnano che non tutto è sempre impossibile. Che il male ha delle crepe, magari create da persone che non sono al servizio del bene ma che si pongono come ostacolo al male peggiore.
Ora tocca a Marine. In attesa di una futura società cattolica, per ora su questo dobbiamo contare, senza fare troppo gli schizzinosi. Ogni crepa della Torre di Babele è per noi una speranza.
Ma la vera speranza risiede nel confidare ovviamente nell’azione di Chi può tirare sassolini dove vuole e quando vuole contro ogni ridicolo Golia terreno.

Una visita epocale

Il Primo Ministro del Lussemburgo è venuto in visita in Italia con suo “marito”. Il fatto è che è pure lui un uomo. Nonostante ciò, nelle varie visite ufficiali e ricevimenti, ha portato con sé un altro uomo presentandolo appunto come “marito” (il che lascia supporre che lui sia la “moglie”).

Evidente è l’intento non tanto provocatorio, quanto dissolutorio: certamente lo ha fatto su commissione di altre forze, che hanno stabilito che sia giunto il momento di “rompere anche questo tabù” a livello diplomatico internazionale. Insomma, si tratta come ovvio di una messinscena orchestrata all’uopo, non nel senso che i due non siano realmente omosessuali e amanti (suppongo di sì), ma al fine di ottenere un risultato ben preciso. Un passo avanti non così secondario e scontato come si è voluto far credere.

E questo è il punto della questione. Questi due signori sono stati ufficialmente ricevuti dal Presidente della Repubblica e dalla alte cariche dello Stato, come se niente fosse. Non solo. Sono stati ricevuti in Vaticano… come se niente fosse. Sorge la domanda: li hanno ricevuti come due amiconi in gita o veramente come “marito e moglie”?

La domanda non è secondaria o semplice frutto di venatura polemica. Solo qualche anno fa sarebbe stato del tutto inconcepibile e non solo in Vaticano. Sono sempre esistiti ovviamente politici e anche capi di Stato omosessuali: ma nella loro vita privata. Poi si è passati alla denuncia pubblica. Poi al “matrimonio”. Ora all’ufficializzazione internazionale del “matrimonio”. Perfino in Vaticano.

Non è necessario risalire al passato più lontano per rendere idea del livello di sovversione raggiunto. Non è necessario nominare qualche sovrano medievale o moderno. Nemmeno dell’anteguerra. È sufficiente rimanere nel nostro mondo postbellico, quello delle repubbliche democratiche in cui tutti viviamo felicemente: ve lo immaginate Amintore Fanfani che riceve i due piccioncini “sposati”?

Non è necessario andare ai papi medievali, a Pio IX, a san Pio X e nemmeno a Pio XII. È sufficiente rimanere nell’ambito nuova chiesa conciliare: ve l’immaginate Paolo VI o Giovanni Paolo II ricevere i due piccioncini? Ricordo solo che ancora nei primi anni postconciliari era in uso nella Chiesa che il papa non riceveva coppie conviventi o divorziate. La chiesa del terzo millennio invece riceve in visita ufficiale internazionale in Vaticano una coppia omosessuale che si presenta apertamente come “marito e moglie” . “Contra factum non valet argomentum”.

La domanda è: quando verranno – questi due o altri che immancabilmente verranno – con i “loro” bambini comprati chissà dove, li riceveranno ugualmente con tutti gli onori? Onoreranno il nuovo mercato degli schiavi? E non aggiungo altro…

E allora ti sorge una domanda nel cuore: cosa combattiamo a fare le nostre battaglie in difesa del matrimonio sacramentale o comunque naturale, della famiglia vera, soprattutto dei bambini?

“Ma sono obbligati dall’etichetta diplomatica!”, sento già la risposta. Risposta falsa. Sia perché in passato, e in un passato ancora recentissimo, come appena detto, l’etichetta l’imponeva la Chiesa e non la diplomazia laica, sia perché nessuno può obbligare un qualsiasi Capo di Stato – laico o ecclesiastico – a fare qualcosa. L’unico obbligo di statisti veri è servire il Bene della società. L’unico obbligo degli uomini di Chiesa è servire la Verità nella Carità. Nel momento in cui è caduta perfino questa barriera, non potranno allora più rifiutare tra qualche tempo di ricevere le “famiglie” con i bambini comprati al mercato, stile Vendola, altrimenti saranno accusati di razzismo e omofobia. E così saranno sempre più complici della dissoluzione.

Chiudo però con la vera considerazione che volevo fare e riguarda l’insegnamento da trarre da questa non abbastanza approfondita pagina di follia contemporanea. Ovvero, che – come sanno perfettamente le forze della Rivoluzione dissolutiva – noi… ci abituiamo a tutto. Ma proprio a tutto. Tutto, con il passar del tempo, diviene possibile. E, di conseguenza, normale. Normale! Ecco la responsabilità di chi li ha accolti e di tutti noi che tacciamo o addirittura giustifichiamo tale “normalizzazione” di ciò che solo venti anni fa era impossibile.

La verità… è che fare resistenza alla corrente del fiume, essere scomodi all’opinione pubblica, non conviene. Dà fastidio. Richiede sforzo e coraggio, ma soprattutto capacità di sofferenza. Ancor più: richiede amore per Dio. Un amore immenso per la Verità e immensa carità per i veri deboli di questa società, che non sono gli immigrati che ci mandano per invaderci.

Vedendo queste cose, ti viene la voglia di appendere la spada e mandare tutti a quel paese. Invece, oggi più che mai, tocca a noi laici cattolici ancora legati – nemmeno alla Tradizione, ma – al solo Bene comune, fosse anche solo quello dei nostri bambini, combattere la battaglia più importante di tutta la storia umana.

Perché… «Quando cadono i grandi, tocca ai piccoli guidare» (Tolkien).

Questa visita è più sovversiva di una guerra mondiale. E tutti fanno finta di non capire.

Asiatico. No, di colore. Comunque, depresso. Ma… la sua religione?

L’attentatore di Londra per i media, è “asiatico”. In serata, diventa “di colore”.
Che è come dire che se uno di noi fa saltare in aria una stazione per affermare con il terrorismo le proprie idee religiose o politiche, è… europeo. O bianco.
Certo, quello è asiatico, e noi siamo europei. Lui è di colore e noi bianchi. Siamo anche essere umani se per questo. Pure terrestri.
Scrivo questo non per ironia spiccia o irrefrenabile polemica. Ma per far capire a tutti, ma proprio tutti – perché ci sono ancora moltissimi, incredibile a dirsi, che non capiscono – quanto siamo manipolati dagli strumenti di formazione pseudoculturale e di pseudoinformazione.
Lo vogliamo capire che esistono in ogni parte del mondo, decine di migliaia di persone che sono pagate e adibite per leggere ciò che gli viene scritto e messo davanti? O che, per divenire “comunicatori” pubblici, sanno di dover essere ammaestrati e di dover obbedire per tutta la loro vita?
È incredibile? Non può essere vero?
Sicuri? Clinton-Trump non docet? Botteri style non ci è ancora chiaro?
L’attentatore è asiatico. No, di colore. Che poi è un imam non conta. Tanto… era depresso.
Mi chiedo: dopo centinaia di attentanti islamisti – o nei fini o nei mezzi, cosa che non corrisponde sempre – negli ultimi 25 anni, qualcuno si è mai posto la domanda su cosa avverrebbe se un attentato lo facesse un cattolico? Anche uno solo?
Verrebbe presentato come “europeo” oppure come “cattolico”?
Questa riflessione su quanto accaduto oggi rimane valida pure se domani ci dicono che l’attentatore era inglese di 60 generazioni. Sia perché tanto possono dire qualsiasi sciocchezza che tutti se la bevono, sia perché lo schema è sempre lo stesso da 25 anni.
Ovvero: c’è una realtà presente. La quale però non risponde ai piani di chi deve forgiare la realtà futura. Quindi, la realtà presente deve essere occultata o modificata secondo quei piani.
A tal fine sono pagati quasi tutti i giornalisti del mondo e quasi tutti i docenti, educatori, autori di libri e manuali, del mondo. E chi non si adegua non fa carriera, nella migliore delle ipotesi.
E questo ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno. Per ogni evento. Perché ci sono infatti 7 miliardi di persone da forgiare. E vanno forgiate per essere pronte ad accettare “traguardi” di sovversione generale sempre più pazzeschi e illimitati, con un ritmo sempre più dirompente.
E poi, arriva il colpo di grazia finale per un miliardo di loro, quelli “sotto osservazione speciale”. Ovvero… “l’islam è una religione di pace”.

Ovvero… ognuno svolge, in questa guerra, il ruolo che gli è stato affidato. CVD

Ultime notizie dalla Repubblica Italiana e dei suoi dhimmi

In qualsiasi Stato o società di tutta la storia umana, dalle più primitive in poi, che fine avrebbero fatto gli sfasciatori di Napoli?

E non parlo solo degli antichi Stati cristiani o magari a Roma o in Grecia. Ve li immaginate fare quello che hanno fatto sotto un qualsiasi emiro islamico o sultano ottomano? O in India, ieri come oggi? O nella Cina o Giappone? O in qualche società precristiana, anche, che so, in quelle precolombiane? O anche nei Paesi comunisti?

Ebbene, nella Repubblica Italiana, questo esercito di vigliacchi prezzolati dai grandi poteri internazionali, non è stato punito non solo in diretta dalle forze dell’ordine, come sarebbe già dovuto accadere, ma non lo sarà neanche a posteriori dalla magistratura, di cui non si capisce più quali siano i fini ultimi e i criteri ideali (o meglio: si capisce benissimo e da sempre, da quando nel primo governo De Gasperi Togliatti chiese per sé il Ministero di Grazia e Giustizia).

Esattamente come è accaduto centinaia di volte in questi decenni.

Questi sanculotti odierni sono al di sopra della legge e difesi dai tribunali rivoluzionari, allora a Parigi come oggi in Italia. Mentre i cittadini della Repubblica Italiana, che hanno avuto macchine e vetrine sfasciate, non ricevendo alcun risarcimento, sono al di sotto della legge. Sono i dhimmi di questa repubblica.

Possiamo dire che la Repubblica Italiana è al di sotto e al di sopra della legge. Uno Stato che non tutela i suoi cittadini dalla violenza, che non punisce i violenti e che non risarcisce nemmeno i danni che costoro hanno provocato alla proprietà dei cittadini, cosa esiste a fare? Qualcuno me lo può dire?

Ma tutti continuano a far finta di nulla, anzi, continuano ad appoggiare, anche con il voto, chi governa gli italiani. Si fa finta di non vedere ciò che accade. Esattamente come in altri campi e con altre istituzioni. E tutto precipita, nel mormorio costante ma al contempo nell’inazione costante e complice.

Non esiste prova più evidente della vera funzione ultima della televisione, con la sua immensa caterva di pseudocomici, di trasmissioni per idioti, di trasmissioni per i meno idioti con indottrinamento generale, di talk show, di soap opera, di giudizio di dio sul calcio, di dibattiti politici, di grandi fratelli e conduttrici appositamente costruite all’uopo, ecc. ecc.

Tutti credono di essere immuni dall’immenso pluridecennale sonnifero. E invece… tutti siamo addormentati.

Non fosse altro perché non capiamo che chi paga e protegge anche dalla magistratura quei delinquentelli vigliacchi sono le stesse forze che portano avanti la dissoluzione della società, della proprietà degli italiani, della morale, dell’uomo e dei bambini, a 360 gradi.

La prova provata risiede nel fatto che le forze dell’ordine non possono fare nulla contro di loro e che resteranno impuniti dalla magistratura. Come sempre.Come i loro manutengoli in parlamento, nei media e altrove. Se uno scenario di esercizio del potere e della sovversione e controllo delle istituzioni si ripete per decenni, vuol dire che è utile ai signori che gestiscono questa società per la realizzazione dei loro scopi.Ma gli italiani continuano a guardare la televisione, i talk show, le partite, i comici, le conduttrici all’uopo costruite. Finché sarà così, sono i vigliacchetti di Napoli a vincere e i loro padroni. Mentre noi restiamo dhimmi e la società si sfalda  completamente.Ecco un’altra ragione per reagire, casomai qualcuno pensasse che non ve fossero a sufficienza.

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